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sabato 14 settembre 2013

Un aneddoto di Milton Erickson

Un inverno venne a trovarmi un professore di astronomia. Lasciò la porta di ingresso aperta, lasciò la porta del mio studio aperta e aprì le altre due porte che si trovano nel mio studio. Tirò le tende di una finestra, tirò su la persiana, tirò via la tenda e aperse la finestra.
“Sono stato incaricato dal governo di fotografare l'eclissi totale di sole che avverrà in Borneo e soffro di claustrofobia”, mi disse. “Per andare in Borneo dovrò volare e andare in treno, mi toccherà viaggiare in mare, in macchina. Dovrò essere in grado di lavorare in camera oscura. Mi può dare una mano? Ho due mesi di tempo prima di partire.”
Così gli feci immaginare che una delle porte era chiusa, anche se in realtà era del tutto spalancata.
Alla fine riuscì ad immaginarlo, mentre era sotto ipnosi.
Allora gli feci immaginare che l’altra porta era chiusa, che la finestra era chiusa e che la porta d’ingresso era chiusa.
Andò in Borneo a fotografare l’eclissi totale di sole. Dopo che era riuscito in stato di trance ad immaginare che la porta era chiusa, io la chiusi effettivamente, un pochino alla volta, fino a che alla fine non fu chiusa.
Una per una chiusi tutte le porte, dopo avergli fatto immaginare che erano chiuse e tutto cominciò col fargli prima immaginare che la porta era chiusa.
Avevo detto che quella porta aperta era una crepa nel muro, avevo detto “Adesso chiudiamo quella crepa, un pezzetto alla volta, e facciamo tornare il muro tutto intero.”


Se soffriste di claustrofobia vorreste certamente che le finestre fossero aperte e che le porte fossero aperte. Io vi metterei in trance e al loro posto vi farei vedere una larga crepa.
E per quanto grave possa essere la vostra claustrofobia, riuscireste a sopportare di essere seduti in quel divano con tutte le finestre aperte e le porte aperte.
Quando io altero l’immagine mentale che voi avete, vi metterete in relazione alla cosa allo stesso modo in cui fate col muro che è alle vostre spalle, e questo è il vantaggio dell’ipnosi.
Voi potete far sì che una persona in stato di trance immagini effettivamente che una data porta sia veramente una crepa del muro.
Chiudete lentamente queste crepe.
E avrà un muro alle sue spalle.
Dopo essere stato in Borneo, e aver fotografato l’eclissi quest’uomo entrò nella camera oscura, perché voleva disperatamente vedere la terra del Borneo, o quello che era.
L’inverno seguente sua moglie venne da me e mi disse: “Grazie a Dio quest’inverno non mi toccherà più dormire con le porte e le finestre aperte”

giovedì 28 luglio 2011

Avena

Passai tutta un'estate a dissodare la sterpaglia su 10 acri di terra. In autunno mio padre l'arò e la seminò. Poi l'arò dinuovo in primavera, e vi piantò dell'avena. E l'avena cresceva molto bene, e noi !l ..r-..Spvamo di ottenere un eccellente raccolto. Verso la fine dell'estate, era di giovedl sera, andammo a vedere come andava il raccolto, quando avremmo potuto mieterlo. Mio padre esaminò uno per uno gli steli d'avena, e disse: "Ragazzi, questo qui non sarà' un raccolto, già abbondante, di .33 staia per acro. Sarà di almeno cento staia per acro. E saranno pronte per la mietitura lunedì mattina".
E ce ne tornavamo, pensando felici a mile staia di avena e a cosa ciò significava per noi dal punto di vista finanziario. Cominciò a fate una spruzzatina di pioggia. Piovve tutta la notte di giovedì, tutta la giornata di venerdì, tutta la notte di venerdì, tutta la giornata di sabato, tutta la notte di sabato, tutta la giornata di domenica, e lunedì mattina presto smise di piovere. Quando alla fine riuscimmo ad aprirci un varco nell'acqua fino al nostro terreno, era totalmente appiattito, non c'era una sola spiga in piedi.

"Spero che ci sia un numero suffciente di spighe abbastanza maturo da poter germogliare. Così quest'autunno avremo del foraggio fresco per il bestiame, e l'anno prossimo è un altr'anno".
E questo significa veramente essere orientati verso il futuro, ed è una cosa molto, molto necessaria, quando si fa l'agricoltore.

mercoledì 22 giugno 2011

L’Occhio innocente

“Nel libro dei segreti Bhagwan Shree Rajneesh descrive un sutra..”

”guardate una bella persona o un qualunque oggetto come fosse la prima volta che lo vedete” …abbiamo perso l’abitudine di non vedere oggetti familiari, gli amici, la famiglia “Dicono che non c’è niente di nuovo sotto il sole. In realtà non c’è niente di vecchio”

Solo gli occhi diventano vecchi, abituati alle cose; allora niente è nuovo.

Per i bambini ogni cosa è nuova: è per questo che ogni cosa li eccita. ..

”Guardate con occhi nuovi, come se fosse la prima volta…

Ciò darà nuova freschezza al vostro sguardo.

I vostri occhi diventeranno innocenti.

Occhi così innocenti sono in grado di vedere.

Occhi così innocenti sono in grado di penetrare nel mondo interno.””

lunedì 13 giugno 2011

In ogni vita deve cadere la pioggia, Alcuni giorni devono essere tristi e cupi.

Da una suggestione di Milton Erickson: "godetevi la vita e godetevela pienamente, più humor riuscite a infondere nella vostra vita, meglio starete" e, quando arriva qualche giorno di pioggia, è fisiologico, a dir poco necessario, come la crusca.
In ogni dieta è necessaria un pò di crusca, i soldati che vivono di razioni kappa sanno quanto la crusca sia importante.

Il giorno è freddo, e cupo, e triste
Piove, e il vento non si ferma mai;
La vite è ancora avvinghiata al muro,
Ma ad ogni raffica di vento le foglie morte cadono,
E la giornata è scura e triste.


La mia vita è fredda, e oscura, e triste;
Piove, e il vento non si ferma mai;
La mia mente è ancora legata al passato,
Ma le speranze della giovinezza precipitano violentemente nel vento,
E i giorni sono cupi e tristi.


Sta tranquillo triste cuore e cessa di affliggerti;
Oltre le nuvole il sole ancora splende;
Il tuo fato è il più comune di tutti,
In ogni vita deve cadere la pioggia,
Alcuni giorni devono essere tristi e cupi.

[Il giorno di pioggia. di H. W. Longfellow]


mercoledì 11 maggio 2011

Da una stanza all'altra




Sono davvero legate?
Chiesi ad un studente: "come fai ad andare da questa stanza a quella stanza ? "

lui mi rispose: "prima di tutto mi alzo, poi faccio un passo..."

Lo interruppi: "dimmi tutti i modi possibili di andare da questa stanza a quella stanza"

"Ci si può andare correndo, camminando, saltando, ci si può andare facendo capriole. Si può uscire da quella porta, uscire dall'edificio, entrare per l'altra porta dentro la stanza. Oppure se vuoi puoi scalare la finestra..."

Ed io : " hai detto che li avresti detti tutti, ma hai tralasciato un modo, il più importante... se io volessi andare nella'ltra stanza uscirei da quella porta lì, prenderei un taxi fino all'aereoporto, comprerei un biglietto per Chicago, new York, Londra, Roma, Atene, Hong Kong, Honolulu, San Francisco, Dallas, Phoenix, tornerei indietro in macchina ed entrerei nel giardino posteriore attraverso il passaggio di dietro, entrerei nella porta posteriore e andrei dritto in quella stanza ... ed abbiamo pensato solo ai movimenti in avanti, potremmo pensare anche all'andare indietro, vero? e andando a carponi ? ....

"potremmo anche strisciare sulla pancia" aggiunse lo studente.

E' proprio vero che ci limitiamo così terribilmente in tutte le nostre forme di pensiero ...

[Milton Erickson - "La mia voce ti accompagnerà"]